Il futuro di Buitoni si gioca tutto nelle prossime settimane.

giugno 11, 2008

Cara vecchia Buitoni,

Ne hai fatta di strada dal 1827, anno in cui la famiglia Buitoni apre un piccolissimo negozio di pasta a San Sepolcro.

Le vicende successive sono conosciute ai più, per l’ importanza che l’azienda ha rivestito nell’intera Vallata.

La crisi si apre negli anni ’70 da allora è stato un futuro a contorni incerti per l’azienda, che di fatto non è riuscita neanche dopo l’acquisizione da parte di Nestlè a riprendersi completamente.

Le cause sono molteplici e forse possono essere sintetizzate: nella complicità di una politica industriale in funzione esclusiva del marchio e una disinteressata acquiescenza da parte delle maestranze sulle sorti della stessa e da ultimo un generale sentimento di opportunismo volto a depauperare la struttura negli anni.

Spero che con l’acquisizione ormai alle porte del Gruppo Colussi e l’individuazione di un piano industriale serio e fattibile, le cose vadano nella direzione giusta, innalzando i livelli di produzione, e rinnovando i macchinari ormai obsoleti ( l’ultimo ammodernamento risale infatti al 1988, anno in cui De Benedetti cede l’azienda a Nestlè) .


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