Cara vecchia Buitoni,
Ne hai fatta di strada dal 1827, anno in cui la famiglia Buitoni apre un piccolissimo negozio di pasta a San Sepolcro.
Le vicende successive sono conosciute ai più, per l’ importanza che l’azienda ha rivestito nell’intera Vallata.
La crisi si apre negli anni ’70 da allora è stato un futuro a contorni incerti per l’azienda, che di fatto non è riuscita neanche dopo l’acquisizione da parte di Nestlè a riprendersi completamente.
Le cause sono molteplici e forse possono essere sintetizzate: nella complicità di una politica industriale in funzione esclusiva del marchio e una disinteressata acquiescenza da parte delle maestranze sulle sorti della stessa e da ultimo un generale sentimento di opportunismo volto a depauperare la struttura negli anni.
Spero che con l’acquisizione ormai alle porte del Gruppo Colussi e l’individuazione di un piano industriale serio e fattibile, le cose vadano nella direzione giusta, innalzando i livelli di produzione, e rinnovando i macchinari ormai obsoleti ( l’ultimo ammodernamento risale infatti al 1988, anno in cui De Benedetti cede l’azienda a Nestlè) .
Pubblicato da alessandro polcri 